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Paragrafo 4 . 1857-1859: verso la guerra contro l'Austria.

     
Tra  il  1857 e il 1859, il Cavour raggiunse alcuni obiettivi decisivi
per l'attuazione del suo progetto politico.
     Il crescente consenso del movimento liberale aveva portato alla
     
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     costituzione,  nel luglio del 1857, della Societ nazionale,  che
si proponeva il raggiungimento dell'unit dell'intera nazione sotto la
guida  dei  Savoia; ad essa aderirono non soltanto gli  esponenti  del
movimento  monarchico  unitario, ma anche i  liberali  filosabaudi  di
Cavour,  i  democratici  moderati e anche alcuni  repubblicani.  Assai
significativa  fu l'adesione di Giuseppe Garibaldi, che  venne  eletto
vicepresidente.
     La  ripresa dell'attivit rivoluzionaria da parte dei democratici
fu  abilmente sfruttata dal Cavour per sostenere, a livello interno  e
internazionale,  la  tesi che l'unico modo per  arginare  il  pericolo
repubblicano   in  Italia  fosse  quello  di  appoggiare  l'iniziativa
sabauda.  Fu proprio in tal senso che egli riusc ad utilizzare  anche
l'attentato  compiuto  il  14 gennaio 1858 dal  repubblicano  italiano
Felice  Orsini contro Napoleone terzo. Dopo il fallito attentato,  per
il  quale  l'Orsini  venne ghigliottinato, Cavour,  operata  una  dura
repressione  contro i repubblicani, seppe ricucire con grande  abilit
diplomatica   i  rapporti  con  Napoleone  terzo,  che   si   convinse
definitivamente  dell'opportunit di fornire un concreto  appoggio  al
Piemonte contro l'Austria.
     Il   risultato   dell'azione  diplomatica  del   Cavour   fu   la
sottoscrizione,  il  20  luglio  1858  nella  cittadina   termale   di
Plombires,  di  un  accordo  con il quale  l'imperatore  francese  si
impegnava  ad intervenire militarmente a fianco del regno di Sardegna,
nel  caso  che  questo  venisse attaccato  dall'Austria.  Gli  accordi
prevedevano  che la Francia avrebbe avuto come compenso  la  Savoia  e
Nizza,  mentre in Italia si sarebbero dovuti formare tre regni,  uniti
in  una confederazione sotto la presidenza onoraria del papa: un regno
dell'alta  Italia sotto Casa Savoia, uno dell'Italia  centrale  e  uno
dell'Italia  meridionale. Sul trono degli ultimi due  Napoleone  terzo
intendeva collocare rispettivamente il cugino Gerolamo e un figlio  di
Gioacchino Murat, con il chiaro scopo di porre sotto il suo  controllo
il nuovo assetto geopolitico italiano.
     Raggiunto  l'accordo  con  la  Francia,  il  Piemonte,  per   far
scattare  la  clausola  che impegnava Napoleone terzo  ad  intervenire
militarmente,  assunse  una  serie  di  iniziative  volte  a  spingere
l'Austria  a  dichiarargli  guerra: il re  Vittorio  Emanuele  secondo
manifest  ufficialmente la sua disponibilit ad assumere l'iniziativa
per  la  soluzione  della  questione  nazionale;  venne  ulteriormente
ampliato un programma di aiuti agli esuli dal Lombardo-Veneto;  furono
accelerate   le   operazioni   per  il  potenziamento   dell'esercito,
attraverso  il  richiamo alle armi dei riservisti e l'arruolamento  di
volontari  da  tutta  l'Italia, sia nell'esercito regolare  che  nella
brigata  dei Cacciatori delle Alpi, comandata da Garibaldi.  Truppe  e
armamenti  furono  concentrati lungo la frontiera  con  la  Lombardia.
Anche  l'Austria,  nel frattempo, accentuava la sua presenza  militare
nel Lombardo-Veneto.
     Allo  scopo  di  evitare  un'ormai  molto  probabile  guerra  tra
Austria e regno di Sardegna e soprattutto per il timore che la Francia
rafforzasse  la  sua  posizione  in  Europa,  l'Inghilterra  si   fece
promotrice  di un congresso internazionale, per trovare una  soluzione
diplomatica della questione italiana. Le trattative furono avviate, ma
vennero presto interrotte dalla stessa Austria, che, il 23 aprile  del
1859,  invi un ultimatum al Piemonte, intimandogli di interrompere  i
preparativi militari e minacciando, in caso contrario, il ricorso alle
armi.  Il  rifiuto  del  governo piemontese fu immediatamente  seguito
dalla dichiarazione di guerra.
